L’Assemblea della Regione Istriana chiede il ritiro della decisione sui rifiuti provenienti da Gospić e istituisce un Gruppo di lavoro per il monitoraggio della qualità dell’aria a Koromačno
Dopo un dibattito durato diverse ore, nel corso dell’odierna 12ª seduta l’Assemblea della Regione Istriana ha approvato una Conclusione con la quale esprime il proprio disappunto per le modalità con cui il Governo della Repubblica di Croazia ha adottato la Delibera relativa all’invio di una parte dei rifiuti non pericolosi provenienti dal sito del Complesso agroalimentare Velebit di Gospić all’impianto Holcim di Koromačno per il recupero, senza il previo coinvolgimento delle autorità regionali e locali. L’Assemblea chiede al Governo della Repubblica di Croazia di revocare tale Delibera, di rinunciare all’invio dei rifiuti a Koromačno e di individuare un’altra soluzione adeguata per la loro gestione.
Si chiede inoltre che sia garantita la disponibilità continua e trasparente dei dati sulle emissioni dell’impianto Holcim, compresa la trasmissione diretta al server dell’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana dei valori correnti rilevati ogni mezz’ora. L’Assemblea ha inoltre accolto con favore la delibera del Governo della Repubblica di Croazia e le attività del Ministero competente e del Fondo finalizzate alla bonifica dei rifiuti depositati illegalmente sul territorio della Città di Pisino, indicando tale approccio istituzionale come esempio di collaborazione tra il livello statale, regionale e locale.
È stato inoltre sottolineato che l’ulteriore sviluppo del cementificio di Koromačno deve basarsi sulla fiducia della comunità locale, sulla trasparenza e sui più elevati standard di tutela dell’ambiente e della salute umana, garantendo al contempo un’informazione tempestiva e il coinvolgimento della popolazione nelle decisioni che possono incidere sul territorio in cui questa vive.
L’Assemblea ha altresì istituito un Gruppo di lavoro per il monitoraggio della qualità dell’aria nell’area circostante il cementificio Holcim di Koromačno che, in qualità di organo consultivo, seguirà le questioni relative alla gestione dei rifiuti non pericolosi e alla qualità dell’aria e riferirà regolarmente all’Assemblea della Regione Istriana e al pubblico in merito alle proprie rilevazioni e conclusioni. Del Gruppo di lavoro fanno parte rappresentanti della Regione Istriana, dell’Istituto formativo di sanità pubblica, del Comune di Arsia e dei gruppi consiliari dell’Assemblea regionale. Il mandato del Gruppo avrà una durata di quattro anni.
In apertura dei lavori, il presidente dell’Assemblea Valter Flego ha dichiarato che, considerata l’importanza della questione relativa al potenziale conferimento a Koromačno dei rifiuti provenienti da Gospić, nonché la protesta dei cittadini svoltasi martedì scorso ad Arsia, d’intesa con il presidente della Regione Boris Miletić ha deciso di convocare una seduta tematica, affinché tutti i fatti potessero essere discussi in modo aperto e argomentato. Ha aggiunto che la Segreteria dell’Assemblea ha ricevuto tre proposte di conclusione: quella del Gruppo consiliare dell’SDP, quella del Gruppo consiliare dell’HDZ e la proposta congiunta della Coalizione IDS-HSU-ISU e della Lista indipendente di Boris Miletić, tutte inserite all’ordine del giorno.
Il presidente della Regione Boris Miletić ha sottolineato che, nell’intero procedimento relativo alla delibera del Governo, è mancata innanzitutto una comunicazione tempestiva e aperta con i cittadini e con le autorità locali e regionali.
«Quando non si dispone di informazioni tempestive e complete, spesso si parte da supposizioni che possono essere corrette, ma anche errate. Personalmente ho appreso della decisione del Governo dai media e ritengo che l’intera questione avrebbe dovuto essere comunicata meglio e tempestivamente alla comunità locale”, ha dichiarato il Presidente della Regione, ricordando di aver parlato con la ministra competente subito dopo l’adozione della decisione e di essersi rivolto al Presidente del Governo della Repubblica di Croazia. Ha inoltre sottolineato che i cittadini hanno il diritto di sapere quale sia la composizione dei rifiuti e se possano essere recuperati in condizioni di sicurezza, evidenziando come sia fondamentale garantire un’analisi indipendente. Qualora tale analisi rilevasse la presenza di qualsiasi componente che renda i rifiuti inadatti all’utilizzo nel processo di produzione del cemento, tali rifiuti non saranno accettati.
Il presidente Miletić ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di applicare criteri uniformi nella gestione dei rifiuti, compresi quelli prodotti o già depositati sul territorio istriano.
“Dobbiamo avere criteri chiari, precisi e uguali per tutti. Non possiamo parlare soltanto dei rifiuti provenienti da fuori dell’Istria senza affrontare anche la questione di ciò che faremo con i rifiuti presenti sul nostro territorio”, ha affermato il Presidente della Regione, proponendo l’istituzione di un apposito organismo di lavoro incaricato di esercitare un ulteriore controllo sui dati rilevanti e di garantire un’informazione tempestiva e trasparente del pubblico. Ne farebbero parte rappresentanti della Regione Istriana, dell’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana, del Comune di Arsia e un rappresentante di ciascun gruppo consiliare dell’Assemblea regionale.
“L’obiettivo è garantire un ulteriore controllo e un’informazione tempestiva e accurata del pubblico. Dobbiamo assicurare ai cittadini trasparenza e accessibilità a tutti i dati rilevanti”, ha concluso Miletić.
Il sindaco del Comune di Arsia Leo Knapić ha riferito le preoccupazioni degli abitanti di Arsia e Koromačno e ha illustrato cinque richieste fondamentali della comunità locale: un’analisi tecnica indipendente dei rifiuti prima della loro accettazione e del loro recupero a Koromačno, il monitoraggio continuo delle emissioni dell’impianto Holcim, la disponibilità pubblica e tempestiva per i cittadini dei dati sulle emissioni e sull’impatto ambientale, l’applicazione dei più elevati standard ambientali e sanitari a tutela degli abitanti di Koromačno e dell’Albonese, nonché un maggiore coinvolgimento della comunità locale nelle decisioni che possono incidere sulla salute umana e sull’ambiente.
Il direttore del Fondo per la protezione dell’ambiente e l’efficienza energetica Luka Balen ha sottolineato che l’obiettivo dello Stato è bonificare in modo permanente e conforme alla legge i siti in cui i rifiuti sono stati depositati illegalmente, tutelando al contempo la salute umana e l’ambiente. Ha riferito che sono state effettuate due analisi in base alle quali circa 650 tonnellate di rifiuti provenienti da Gospić, pari a 335 sacchi, sono state classificate come rifiuti non pericolosi.
“Comprendiamo la preoccupazione dell’opinione pubblica, ma dobbiamo attenerci ai fatti. Prima dello smaltimento definitivo verrà effettuata anche un’analisi indipendente”, ha dichiarato Balen, aggiungendo che la quantità destinata al recupero a Koromačno rappresenterebbe meno dell’uno per cento della capacità annua del cementificio. Ha inoltre ricordato che quest’anno Holcim ha recuperato circa quattromila tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti provenienti da Kaštijun e che il Fondo sta preparando la bonifica del sito di Pisino dove, secondo le prime stime, si trovano circa 13 mila tonnellate di rifiuti depositati illegalmente.
Il direttore dell’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana, Aleksandar Stojanović, medico specialista in epidemiologia, ha spiegato la differenza tra le misurazioni delle immissioni, mediante le quali viene monitorata la qualità dell’aria nell’ambiente, e le misurazioni delle emissioni, effettuate direttamente alla fonte.
“Da molti anni l’Istituto formativo, attraverso un programma finanziato dalla Regione Istriana, monitora la qualità dell’aria nell’area di Koromačno. La stazione automatica monitora una serie di indicatori dell’inquinamento e i dati sono disponibili anche sul sito del Ministero”, ha dichiarato Stojanović, aggiungendo che le misurazioni effettuate finora mostrano che i parametri monitorati relativi alla qualità dell’aria rientravano nella prima categoria, fatta eccezione per l’ozono troposferico, che non costituisce un indicatore diretto dell’attività del cementificio e i cui valori elevati vengono registrati anche presso altre stazioni di monitoraggio in Istria e in Croazia. Ha inoltre spiegato che le misurazioni delle emissioni presso l’impianto stesso non rientrano nelle competenze dell’Istituto formativo, bensì sono disciplinate dall’autorizzazione ambientale, mentre il controllo viene effettuato dagli organi statali competenti.
Al dibattito che ne è seguito hanno partecipato rappresentanti dei gruppi consiliari e consiglieri, esprimendo posizioni diverse sulla decisione del Governo e sulla più ampia questione della gestione dei rifiuti in Istria.
La consigliera Sanja Radolović (SDP) ha richiamato l’attenzione sui problemi esistenti nel sistema di gestione dei rifiuti in Istria e ha sottolineato che i cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni complete sulla composizione dei rifiuti e sulle modalità del loro recupero.
“Siamo solidali, ma l’Istria ha problemi propri nel sistema di gestione dei rifiuti che non abbiamo ancora risolto. Abbiamo Kaštijun, abbiamo rifiuti che devono essere gestiti e ci mancano le capacità necessarie per completare integralmente il sistema”, ha dichiarato Radolović, aggiungendo che l’SDP insiste affinché la decisione del Governo, relativa all’invio dei rifiuti provenienti da Gospić all’impianto Holcim di Koromačno per il recupero, venga revocata.
Il consigliere Mario Bratulić ha sottolineato che il Gruppo consiliare dell’HDZ non intende minimizzare le preoccupazioni degli abitanti di Koromačno e dell’Albonese, ma insiste sulla sicurezza delle persone e dell’ambiente, su un controllo completo e sulla pubblica disponibilità dei dati delle misurazioni. Tuttavia, il loro Gruppo non è favorevole alla revoca della Delibera del Governo della Repubblica di Croazia.
“Solidarietà non significa accettare qualsiasi cosa. Il materiale deve essere sottoposto a tutte le procedure previste, alla separazione, al trattamento, al campionamento e all’analisi e può essere accettato soltanto se soddisfa tutti i criteri tecnici e di legge”, ha affermato Bratulić. Ha sottolineato che le stesse regole devono valere per tutti i rifiuti, compresi quelli di Pisino e Kaštijun, e che è necessario individuare una soluzione a lungo termine per la gestione dei rifiuti in Istria.
Il consigliere Robert Velenik (DDI-PCP-PIP) ha sottolineato che le questioni che incidono direttamente sull’Istria e sulla qualità della vita dei suoi abitanti non possono essere decise senza il coinvolgimento della comunità locale e regionale. Ha evidenziato che, con la proposta congiunta di conclusione della Coalizione DDI-PCP-PIP e della Lista indipendente di Boris Miletić, si chiede al Governo della Repubblica di Croazia di revocare la decisione del 10 settembre e di rinunciare all’invio dei rifiuti a Koromačno, provenienti dal sito del Complesso agroalimentare Velebit.
“Chiediamo inoltre l’istituzione di un gruppo di lavoro composto da esperti e rappresentanti delle forze politiche presenti nell’Assemblea, che monitori e controlli regolarmente tutti i parametri rilevanti e informi tempestivamente il pubblico”, ha dichiarato Velenik, invitando i consiglieri ad assumere una posizione unitaria sulla questione.
La consigliera Suzana Jašić (MOŽEMO!) ha affermato che la questione dei rifiuti non deve trasformarsi in un conflitto tra Gospić, Pisino e l’Albonese.
“I cittadini di Gospić non hanno creato il problema che si trovano ad affrontare, così come non lo hanno creato i cittadini di Pisino, mentre l’Albonese non è tenuto ad accettare decisioni già prese. Abbiamo bisogno di uno Stato che risolva i problemi tempestivamente e insieme alle comunità locali”, ha dichiarato Jašić. Ha inoltre fatto riferimento alle circa 13 mila tonnellate di rifiuti presenti a Pisino, chiedendo che lo Stato ne garantisca integralmente la bonifica e sottolineando che qualsiasi valutazione a lungo termine di Koromačno quale sito per il recupero energetico dei rifiuti deve prevedere il coinvolgimento della comunità locale e garantire piena trasparenza e controllo.
Il consigliere Damir Kajin (LIBM) è intervenuto sulla più ampia problematica della gestione dei rifiuti in Istria. Ha richiamato l’attenzione sugli elevati costi di trasporto e trattamento dei rifiuti e sul problema delle eccedenze di Kaštijun, rilevando che una parte dei rifiuti istriani viene già trasportata e trattata al di fuori della Regione. Ha sottolineato la necessità di un approccio più responsabile nei confronti dei rifiuti e di una soluzione a lungo termine per il sistema di gestione dei rifiuti.
Parlando dei rifiuti provenienti da Gospić, ha sottolineato la differenza tra i rifiuti non pericolosi destinati al recupero a Koromačno e quelli pericolosi, che devono essere smaltiti al di fuori della Croazia. Si è inoltre soffermato sul ruolo di Holcim nel recupero dei rifiuti e sugli investimenti nella decarbonizzazione del cementificio, sottolineando che il dibattito sui rifiuti e sull’industria deve tenere conto anche degli effetti economici, ambientali e sociali.
In conclusione è intervenuto il presidente della Regione Boris Miletić, sottolineando che il dibattito ha evidenziato un elevato grado di consenso sul fatto che le modalità con cui è stata adottata la delibera del Governo, senza il previo coinvolgimento della comunità locale, non siano accettabili e che, pertanto, se ne chiede la revoca. Ha sottolineato l’importanza della fiducia nelle istituzioni competenti, in particolare nell’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana, nonché la necessità di un ulteriore controllo e di un’informazione trasparente del pubblico attraverso l’organo di lavoro proposto.
“Il sindaco del Comune di Arsia ha formulato cinque richieste concrete e misurabili che ritengo accettabili e che, a mio avviso, dovrebbero essere prese in considerazione e recepite nelle future decisioni”, ha dichiarato il presidente Miletić. Ha infine invitato a utilizzare nel dibattito pubblico argomenti, fatti e informazioni verificate, evitando supposizioni e disinformazioni, sottolineando inoltre la necessità di operare una chiara distinzione tra coloro che assumono le decisioni e i lavoratori del cementificio, che svolgono responsabilmente il proprio lavoro.